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	<title>Una Briciola in Più  Blog di Ricette Dolci Torte Dessert Cucina di Angela Arena &#187; In cucina con</title>
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	<description>Quel “qualcosa” in più, che trasforma un buon dolce in un dolce speciale...</description>
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		<title>Tentacolo di polpo Bruno Tassone</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2016 08:10:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Angela Arena]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Calabria nel cuore e  in ogni piatto&#8230; 25 anni, calabrese, chef del ristorante San Domenico a Pizzo (VV). Lui è il giovanissimo Bruno Tassone che da qualche anno ha preso in mano la cucina del ristorante di famiglia con un obiettivo: trasmette i sapori, gli aromi, le emozioni della Calabria nei suoi piatti. La...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Calabria nel cuore e  in ogni piatto&#8230;</strong></p>
<p>25 anni, calabrese, chef del ristorante San Domenico a Pizzo (VV). Lui è il giovanissimo Bruno Tassone che da qualche anno ha preso in mano la cucina del ristorante di famiglia con un obiettivo: trasmette i sapori, gli aromi, le emozioni della Calabria nei suoi piatti. La materia prima di alta qualità è la base irrinunciabile in ogni sua creazione che, mescolata ad un pizzico di creatività e a semplicità qb ( fondamentale per far esaltare ogni ingrediente utilizzato) rende ogni suo piatto un viaggio alla scoperta del territorio…</p>
<p>Bruno, insieme ad altri 7 giovani talentuosi chef calabresi, fa parte del progetto <a href="http://www.cookingsoon.net" target="_blank">COOKING SOON</a> che nasce per far conoscere la cucina calabrese e le eccellenze enogastronomiche del territorio. Una “squadra” affiatata, una scommessa, un esempio concreto di come anche in Calabria si può guardare al futuro con il sorriso perché con la passione, l’unione, il lavoro e il talento tutto è possibile.</p>
<p>Io faccio il tifo per Bruno, i suoi colleghi e per la nostra terra.</p>
<p>Se siete curiosi di conoscere Bruno leggete la sua intervista e poi tutti a Pizzo per scoprire questo meraviglioso borgo arroccato sul mare e naturalmente per provare i suoi piatti.</p>
<p><strong>La prima volta ai fornelli che piatto hai preparato?</strong></p>
<p>Avevo 16 anni… lo ricordo bene, era una domenica e per il classico pranzo domenicale mi sono cimentato nella preparazione delle tagliatelle con il ragù di vitello. Ho iniziato mettendo subito le mani in pasta…</p>
<p><strong>- chi è il tuo punto di riferimento in cucina?</strong></p>
<p>Mi piace molto la Chef Viviana Varese e lo stile di Antonio Cannavacciuolo</p>
<p><strong>- il piatto che più ti rappresenta?</strong></p>
<p>Il Risotto con polpa di ricci di mare, asparagi e liquirizia calabrese, un piatto dai sapori intensi ma equilibrato, creato per esaltare ogni singolo ingrediente utilizzato nel massimo rispetto delle materie prime, che è un punto fondamentale per me.</p>
<p><strong>- quante ore passi in cucina?</strong></p>
<p>Le ore trascorse in cucina possono essere davvero molte ma a volte mi sembrano niente, perché in cucina si vive di emozioni e curiosità, giorno dopo giorno, dove ogni giorno sarà sempre il grande giorno.</p>
<p><strong>c’è un ingrediente a cui non potresti rinunciare?</strong><strong> </strong></p>
<p>Ci sono molti ingredienti che adoro, nella mia cucina non possono mai mancare le erbette aromatiche. In generale utilizzo prodotti del territorio, magari ispirandomi a dei “classici” piatti che reinterpreto con le nostre specialità.</p>
<p><strong>la Calabria, un terra con un potenziale di sviluppo turistico altissimo ma anche terra difficile… com’è il tuo rapporto con il territorio? </strong></p>
<p>La cultura gastronomica è ancora bassa da noi, anche se credo che questa sia una pecca presente in diverse Regioni d&#8217;Italia. Noi calabresi vorremmo mangiare fuori, mangiare tanto e spendere poco. I problemi sono anche strutturali, certo, ma abbiamo in primis una cultura del cibo sbagliata. Noi chef abbiamo il dovere di aiutare il cliente a diventare più consapevole del buon cibo; è un lavoro da fare piano piano, serve tempo e pazienza. Un menù degustazione ad esempio deve, secondo me, guidare il cliente verso i diversi sapori, devono essere presenti quindi piatti “ragionati” pensando ad un percorso da far vivere al cliente attraverso il cibo. Devi anche capire però chi hai davanti, se si tratta di una coppia che viene nel tuo ristorante per l&#8217;anniversario perché desidera una location rinomata o il cliente che ricerca l’emozione in un buon piatto. Insomma, devi essere anche un po’ psicologo. Sono contento dei passi in avanti che noi abbiamo fatto al San Domenico; tre anni fa la nostra cucina era molto più semplice, più “calabrese”, in questi anni siamo cresciuti e con noi alcuni nostri clienti storici. Certo qualcuno lo abbiamo perso ma non bisogna scoraggiarsi e guardare avanti con ottimismo, fiducia e tanta passione.</p>
<p><strong>Nel futuro&#8230; Ci sarà la Calabria? </strong></p>
<p>Certamente si, lo dico ad alta voce e con tanto orgoglio per la mia terra. La Calabria ha tanto da offrire, purtroppo è ancora poco valorizzata sia a livello turistico sia per il vasto patrimonio enogastronomico presente con tanti prodotti tipici ancora poco conosciuti. Negli ultimi anni però qualcosa sta cambiando…si respira fermento nell’aria e voglia di cambiamento.</p>
<p>Un processo verso il cambiamento nato con un progetto innovativo che da due anni vede protagonisti insieme a me altri 7 giovani chef under 30. COOKING SOON è l’iniziativa che ci lega, che ci ha portato a “fare rete”, a costruire sinergie con un obiettivo comune “valorizzare il nostro territorio partendo dalle sue eccellenze e prodotti tipici “. L’idea è nata da Giovanni Gagliardi di <a href="http://www.vinocalabrese.it" target="_blank">vinocalabrese.it</a> e dalla giornalista Manuela Laiacona, che ci hanno fatto capire quanto è importante lavorare in squadra, andare nella stessa direzione per promuovere i produttori e chi lavora bene in Calabria. Tra di noi non c’è competizione, ma rispetto reciproco, entusiasmo condiviso, amicizia e amore per la cucina…sono questi gli ingredienti che vogliamo utilizzare per raccontare, attraverso i nostri piatti, la nostra terra. Siamo pronti ad incoraggiarci e sostenerci l’un l’altro perché la forza della nostra unione sta proprio in questo, un legame sincero, noi ci crediamo veramente in quello che facciamo. Questo è l’inizio…. La Calabria ha bisogno anche di noi.</p>
<p>Io voglio contribuire a creare una Calabria migliore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bruno Tassone</p>
<p>Ristorante San Domenico</p>
<p>Via Colapesce , 2</p>
<p>89812 Pizzo (VV)</p>
<p>tel.  327 597 1692</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Riso di sibari &#8211; Luigi Ferraro Chef</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2016 15:37:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Angela Arena]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[“La cucina non è semplicemente il luogo in cui si prepara del cibo, è uno spazio culturale ideale, dove creare e sperimentare, dove viaggiare e far viaggiare l’immaginazione e liberare la creatività” &#8211; Chef Luigi Ferraro Non è solo l’immaginazione a viaggiare. La sua valigia è sempre pronta, piena di eccellenze enogastronomiche calabresi (la terra da...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>“La cucina non è semplicemente il luogo in cui si prepara del cibo, è uno spazio culturale ideale, dove creare e sperimentare, dove viaggiare e far viaggiare l’immaginazione e liberare la creatività” &#8211; </em><em>Chef Luigi Ferraro</em></p>
<p>Non è solo l’immaginazione a viaggiare. La sua valigia è sempre pronta, piena di eccellenze enogastronomiche calabresi (la terra da dove tutto ha avuto inizio) che lo accompagnano in qualunque parte del mondo la sua passione lo fa approdare. E’ di strada ne ha già fatta… Sharm el Sheik, Stoccarda, Bangkok, Londra, Parigi, George Town, San Pietroburgo, New York, Mosca per arrivare in India, dove da gennaio 2016 è lo chef italiano del<em> “Sorrento Ristorante”, </em>che si trova all’interno del lussuoso<em> Shangri-La Eros Hotel di New Delhi.</em></p>
<p>Una sfida dopo l’altra per scoprire il mondo senza mai dimenticare però le proprie origini… proprio per questo motivo è stato nominato Ambassador ufficiale della cucina calabrese nel mondo, a cui ha anche dedicato il libro &#8220;Calabria in tutti i sensi&#8221;. Un vulcano di idee, dallo sguardo profondo e dall’animo romantico, che porta nel cuore, ovunque si trova, i pranzi della domenica che gli preparavano la mamma e della nonna, quando da bambino le osservava con curiosità trafficare ai fornelli, sono loro, infatti, che gli hanno trasmesso fin da piccolo questa passione.</p>
<p>Nei suoi piatti non mancano mai il Bergamotto di Reggio Calabria, la liquirizia DOP di Calabria, il riso di Sibari, la cipolla rossa di Tropea IGP sono per citare alcuni prodotti…. ingredienti protagonisti della sua ricetta <em>Riso di Sibari, datterini, bergamotto di Reggio Calabria e frutti di mare, </em>che ringrazio di aver condiviso.</p>
<p>Lui è Luigi Ferraro (<a href="http://www.luigiferrarochef.com/portal/" target="_blank">www.luigiferrarochef.com</a>) , Chef sempre “in movimento” che dall’India mi racconta un po’ della sua cucina e il suo sogno nel cassetto….</p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>- La cucina, una folgorazione o un amore nato nel tempo?</strong></p>
<p>Un amore innato. Una passione che cresceva giorno dopo giorno sin da quando ero bambino. La cucina era un luogo di scoperta sicura per me. Vedere mia madre cucinare e curiosare per cercare di scoprire quali ingredienti usava, come girava o impastava era troppo entusiasmante per me.</p>
<p><strong>- Dalla Calabria a New Delhi passando da Parigi, Londra, Mosca… culture e cucine diverse, tutte queste esperienze come si concretizzano nei tuoi piatti?</strong></p>
<p>Ogni mio piatto è una fusione delle cucine e delle culture culinare che ho scoperto e studiato nell&#8217;arco degli anni, viaggiando sia per lavoro che per piacere. Ogni mio piatto ricorda e riporta di base la mia cultura culinaria natia, italiana o calabrese, mischiata  poi elegantemente a sapori di altre culture culinarie, che può essere una spezia, un ingrediente fresco, una marinatura o altro, qualcosa dunque riporta sempre anche il sapore o il profumo di una terra lontana!</p>
<p><strong>-  La tua cucina in due parole?</strong></p>
<p>Creatività e semplicità</p>
<p><strong>-  Tutto nasce in Calabria e alla tua terra hai dedicato anche un libro, com’ è nata questa avventura?</strong></p>
<p>Ho iniziato a lavorare da piccolo all&#8217;età di 15 anni, più di vent&#8217;anni fa ormai quindi, e tutto ha avuto inizio in Calabria nell&#8217;anno 1995 quando mi iscrissi all&#8217;Istituto alberghiero di Castrovillari. Ho amato il mio lavoro dal primo giorno che sono entrato in cucina, ma devo dire che già da prima ero molto preso; adoravo osservare la domenica mia madre e mia nonna ai fornelli, perché in Calabria la domenica è grande festa, si preparano la pasta fatta in casa e tante altre prelibatezze, o per lo meno era così quando ero io bambino.  Amo la mia terra, ma ho deciso di vivere fuori e di confrontarmi con altre realtà e persone in altre nazioni in giro per il mondo perchè la voglia di scoprire e rinnovare me stesso e la mia cucina è troppo forte, forse un giorno rientrerò in Calabria ma per il momento sono in India e dopo l&#8217;India ci sarà sicuramente una nuova nazione in cui vorrò scoprire altro ancora. Comunque in ogni posto porto con me sempre la Calabria, nella mia cucina non possono mancare i prodotti calabresi! Si, è vero ho dedicato un libro alla mia terra, &#8220;Calabria in tutti i sensi&#8221;, un libro che parla non solo di cucina e di prodotti come  vino e olio ma anche di turismo, storia, paesi, un omaggio insomma ad una terra meravigliosa. Ho voluto fare questo libro diverso nel suo genere, non solo dunque di ricette, per far conoscere la Calabria nel mondo partendo dalle sue eccellenze gastronomiche e attraverso queste far conoscere narrando le mie esperienze e viaggi, la terra meravigliosa che pochi conoscono. E&#8217; stato proprio durante i miei viaggi di lavoro che ho capito che la Calabria è poco conosciuta all&#8217;estero e da allora ho iniziato a lavorare a questo progetto. Oggi posso dire di essere abbastanza soddisfatto perchè quando porto il mio libro in giro per il mondo e faccio conoscere le eccellenze di Calabria attraverso la mia cucina, che non è una cucina tipica ma una cucina fatta con prodotti tipici, la gente ha anche la possibilità di acquistare qualcosa che mostra la &#8220;semplicità&#8221; di quelle ricette e racconti allo stesso tempo le bellezze delle loro origini.</p>
<p><strong>-Sei un’Ambassador della cucina calabrese nel mondo… quali sono i prodotti tipici del territorio a cui non potresti rinunciare nei tuoi piatti anche all’estero?</strong></p>
<p>Sono onorato di questa nomina che ho ricevuto ufficialmente dalla Regione Calabria; la mia missione, il mio lavoro in giro per il mondo è quello di far conoscere il più possibile la Calabria e nel mio piccolo cerco di farlo attraverso la mia cucina. Naturalmente nella mia valigia ci sono sempre delle eccellenze di Calabria, purtroppo non dovrei viaggiare con una valigia ma con un conteiner visto il grande patrimonio enogastronomico che ha la Calabria. Nella mia cucina ci sono alcuni prodotti che non devono mai mancare e che porto con me ovunque, come ad esempio il bergamotto di Reggio Calabria, tra l&#8217;altro sono stato nominato dal Presidente Vittorio Caminiti  dell&#8217;Accademia del bergamotto &#8220;Ambasciatore nel mondo del bergamotto&#8221;; anche il peperoncino di Calabria, sono stato nominato dal Presidente Enzo Monaco dell&#8217;Accademia del peperoncino anche &#8220;Ambasciatore nel mondo del peperoncino&#8221;; la liquirizia DOP di Calabria, il riso di Sibari, la cipolla rossa di Tropea IGP, le lenticchie di Mormanno, la &#8216;nduja di Spilinga, il pecorino crotonese DOP, la patata della Sila IGP, questi sono solo alcuni deli ingredienti base della mia cucina. Poichè, ripeto, in ogni mio piatto cerco sempre di mettere un ingrediente calabrese, perché è proprio attraverso un piatto, attraverso un ingrediente che si può far conoscere un territorio, soprattutto all&#8217;estero.</p>
<p><strong>- e in futuro?  dove ti vedresti tra 10 anni?</strong></p>
<p>Dopo l&#8217;India sicuramente ci sarà un&#8217; altra esperienza, probabilmente rimarrò, anzi rimarremo in Asia. Devo dire grazie a mia moglie Ivana e mia figlia Dafne, visto che loro hanno deciso di seguirmi e di stare vicino a me anche nelle mie scelte lavorative. Sicuramente tra 10 anni mi piacerebbe avere un mio piccolo ristorante, il mio sogno è quello di aprire un ristorante a New York, forse un giorno si avvererà&#8230;chissà&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In bocca al lupo Chef!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ciliegie, pistacchi, pepe di Szechuan</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2016 16:27:43 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La passione per la pasticceria mi ha fatto incontrare in questi ultimi anni tante nuove persone. Con qualcuna di queste riusciamo a vederci ogni tanto per un pranzo veloce e una chiacchierata a base culinaria e non solo, con altre forse ci vediamo meno ma c’è un filo invisibile che ci lega ed è quello dell’affetto verso una persona che a primo sguardo ti ha trasmesso qualcosa di bello. E’ stato proprio lo sguardo un po’ intimorito di Annarita a colpirmi quando ci siamo incontrate per la prima volta qualche anno fa ad una serata molto piacevole tra appassionati di pasticceria che non si conoscevano tra di loro o meglio l’anello di congiunzione tra tutti è stata Loredana, pasticciera nata di cui mi piacerebbe raccontarvi  la sua storia di passione viscerale per i dolci. Durante quella serata però tra tanti “estranei” Annarita ha attirato la mia attenzione per la sua gentilezza e il suo stile bon ton davvero très chic. Annarita è secondo me una Chiffon Cake arancia e cioccolato, una nuvola di leggerezza e genuinità impreziosita da gusto intenso dell’arancia e dalla raffinatezza del cioccolato. Una base delicata ma solida al tempo stesso, perfetta al naturale ma che, con un tocco in più, sa tirare fuori creatività, grinta, originalità e solidità al momento giusto. Conosco ancora poco Annarita in realtà ma la prima impressione è stata questa e credo di essermi un po’ avvicinata….almeno spero! In questi anni però ho imparato a conoscerla anche attraverso i suoi dolci sempre originali e buonissimi come questi biscotti speziali e profumatissimi che mi ha fatto scoprire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ringrazio Annarita per aver condiviso con me la sua ricetta… da provare!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>TORTA AL LIMONE (della mamma)</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2015 12:15:37 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Due mani che impastano, con energia e vigore, occhi limpidi dallo sguardo sereno e profondo, un sorriso accogliente di quelli in grado di rassicurarti, sempre. Ogni volta che si mette ai fornelli riempie la casa di aromi che mi riportano indietro nel tempo. Chiudo gli occhi ed è una qualunque domenica mattina di molti anni fa in Calabria, la pentola con il sugo borbotta sui fornelli già dalle otto e in cucina si armeggia tra farina e uova per preparare le tagliatelle. La pasta presto invaderà ogni spazio libero, dal tavolo ai pensili, perché si deve sciupare per bene prima di finire in pentola. Io e le mie sorelle eravamo sempre in prima fila nelle giornate casalinghe,  tre piccole assistenti pronte a condividere questi momenti da trascorrere tutte insieme. Il rito della domenica, quando i turni in ospedale della mamma  lo concedevano (da bravissima infermiera mai stanca anche quando rientrava dal turno di notte)  prevedevano naturalmente anche la torta. Di dolci ne ha sfornati e ne sforna tanti, per tutti i gusti, per tutte le occasioni e oggi vizia con tante golosità anche i nipotini. Ma c’è una torta in particolare che tutti adoriamo, perfetta solo se sono le sue mani sapienti a prepararla. Ogni assaggio è un viaggio nel tempo, l’assaporo con tutti i sensi e la gusto ogni volta come fosse la prima volta. Due domeniche fa, proprio come quando ero piccola, l’abbiamo preparata insieme, ed ora vi lascio la sua ricetta della famosa “ Torta al Limone&#8221;.</p>
<p>Per me una torta speciale e sono sicura che conquisterà anche voi al primo boccone per l&#8217;impasto soffice e il profumo di limone che sprigiona.</p>
<p>Grazie mamma.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>MARCO ROSSI &#8211; LA MUGNAIA</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2015 16:10:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Continua la mia esplorazione di Ivrea e del Canavese, il territorio che mi ha adottata qualche anno fa ma che sto imparando solo adesso a conoscere veramente, nelle sue peculiarità ed eccellenze. Una zona del Piemonte ancora poco conosciuta ma che sta vivendo un momento di grande fermento grazie a progetti culturali, di promozione turistica...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Continua la mia esplorazione di Ivrea e del Canavese, il territorio che mi ha adottata qualche anno fa ma che sto imparando solo adesso a conoscere veramente, nelle sue peculiarità ed eccellenze. Una zona del Piemonte ancora poco conosciuta ma che sta vivendo un momento di grande fermento grazie a progetti culturali, di promozione turistica e a persone lungimiranti che hanno capito come la gastronomia e i prodotti tipici possano diventare leve strategiche di attrazione turistica e di valorizzazione del territorio. Una strada intrapresa da <strong>Marco Rossi Chef e proprietario del ristorante</strong> <a href="http://www.mugnaia.com" target="_blank">La Mugnaia</a> ad Ivrea che gestisce insieme alla moglie Elisa.</p>
<div>La Mugnaia non è solo un ristorante ma è un “link”, come lo definisce Marco, per far conoscere le realtà di eccellenza presenti sul territorio. Un luogo intimo e accogliente dove il cliente entra per pranzare o cenare ed esce portandosi con sé un pezzetto di Canavese, dai prodotti tipici esaltati dalla cucina creativa dello Chef e del suo staff, ai vini, dai produttori ai coltivatori. Tutti i soggetti della filiera coinvolti diventano non solo attori ma protagonisti di questa rete di valorizzazione del territorio di cui La Mugnaia si fa promotrice.</div>
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<div>Non servono altre parole da parte mia perché a raccontare il viaggio emozionale, la sfida ai fornelli, la cura e la dedizione verso questo lavoro ci pensa direttamente Marco Rossi che ha condiviso con noi anche la ricetta degli <strong>Gnocchetti alle ortiche con crema di bufala affumicata, melanzane e pomodoro fresco.</strong></div>
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<div><strong>-cosa significa oggi essere uno chef? quanto conta l’aspetto manageriale per avere successo?</strong></div>
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<div>In effetti 20 anni fa lo Chef cucinava, e basta. Giorno e notte.</div>
<div>Oggi, oltre a cucinare (giorno e notte) si occupa di una serie di argomenti “trasversali”, sempre implicati con la cucina, ma non legati ai fornelli. Le materie prime da ricercare, conoscere, studiare, magari convincendo un bravo produttore a continuare a fare il suo mestiere.  I piatti sono da fotografare, da condividere attraverso una serie di canali, non solo il web.</div>
<div>Inoltre, sempre più spesso lo chef è proprietario del ristorante, quindi si occuperà anche della promozione, (possibilmente oltre che del locale, anche del territorio in cui vive). Imparerà qualcosa quindi di comunicazione, di impaginazione grafica… diventa quindi un lavoro a 360 gradi, ma forse proprio per questo anche più interessante perché più completo.</div>
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<div><b>-</b><strong>  creatività, innovazione sono gli elementi che rappresentano la cucina della Mugnaia. Come si traducono questi due elementi nella costruzione dei piatti?</strong></div>
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<div>Anche con la creatività la parola chiave è “rispetto&#8221;.</div>
<div>Della materia prima, delle sue necessità, e dei suoi possibili abbinamenti.</div>
<div>Il modo corretto per cuocere un certo elemento è rispettarne la natura, pensiamo ad esempio ad una trota di montagna, dalla carne molto delicata che non deve essere cotta nemmeno un minuto di troppo. Abbinare i sapori è invece una questione di affinità. Rifacendo l’esempio della nostra trota possiamo immaginare una crema di crescione, essendo nato quest’ultimo nei ruscelli vicino ai torrenti in cui le trote vivono. A volte invece cerchiamo di bilanciare un sapore (la nostra trota dovrà essere rinfrescata? magari con del limone candito… Fuori fa freddo? allora una crema di topinambur… Il topinambur ha una tendenza dolce? Metteremo allora del tarassaco, o della polvere di olive taggiasche fatte essiccare). E’ il “gusto” a farci capire cosa può funzionare in cucina, una sorta di intuito delle papille&#8230;</div>
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<div><strong>-  come definirebbe il suo stile in cucina?</strong></div>
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<div>Premetto che in cucina siamo una squadra, e quello che mettiamo nei piatti è il risultato del lavoro di tutti, non è quindi uno stile solo mio, ma di un gruppo.</div>
<div>Quello che mi piace di più,  che forse rappresenta un nostro tratto distintivo, è che in ogni elemento di un piatto ci sia quasi solo il sapore del singolo elemento. Per questo motivo, per esempio in una crema di piselli, non mettiamo amidi, farine, panna, patate, nessun elemento estraneo, ma solo acqua, piselli, olio extravergine, al massimo un’erba aromatica. Il risultato non dipende quindi da elementi estranei ma dal modo in cui gli ingredienti sono trattati.</div>
<div>Questo tipo di cucina restituisce dei sapori molto netti ma al tempo stesso delicati.</div>
<div>Mi capita spesso di avere ospiti dei bambini che da noi mangiano verdure o creme che a casa non hanno mai provato ad assaggiare, e questo ci rende felici.</div>
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<div><strong>- comunicare il territorio attraverso il cibo:trend passeggero o valore da consolidare?</strong></div>
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<div>Questo è un argomento che mi sta particolarmente a cuore.</div>
<div>Non si può promuovere un ristorante senza promuovere l’intera “rete” che si costruisce intorno.</div>
<div>Produttori di vino, coltivatori, trasformatori e selezionatori di materie prime costituiscono il substrato indispensabile alla crescita di un ristorante. Senza di loro cucineremo solo aria..</div>
<div>Al tempo stesso un cliente, venendo al ristorante, ha modo di scoprire questo mondo meraviglioso che abbiamo ricercato e reso disponibile.</div>
<div>Il ristorante diventa pertanto un “link” ad una serie di realtà di eccellenza diffuse nel territorio.</div>
<div>La cucina d&#8217;altro canto non deve essere per forza legata solo ad un territorio “geografico” ma anche a quello “emozionale” di chi è ai fornelli.</div>
<div>Un viaggio, un’amicizia, un amore possono farci appassionare a sapori ed ingredienti che inevitabilmente entreranno a far parte della nostra cucina.</div>
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<p><em>Le foto pubblicate sono di proprietà di La Mugnaia.</em></p>
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		<title>FOCACCIA BARESE</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2015 16:34:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Angela Arena]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[In cucina con]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa ricetta arriva direttamente da Bari… per la mia prima focaccia non potevo certo improvvisare ed avere una barese doc tra le amiche ha i suoi vantaggi. Non vedevo l’ora di mettere le mani in pasta ed oggi, finalmente, a tavola è arrivata la &#8220;focaccia barese&#8221; dai colori, profumi e sapori mediterranei, una vera bontà!...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>Questa ricetta arriva direttamente da Bari… per la mia prima focaccia non potevo certo improvvisare ed avere una barese doc tra le amiche ha i suoi vantaggi. Non vedevo l’ora di mettere le mani in pasta ed oggi, finalmente, a tavola è arrivata la &#8220;focaccia barese&#8221; dai colori, profumi e sapori mediterranei, una vera bontà!</div>
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<div>L’ispirazione e la ricetta originale arrivano da Enrica ( detta Tommy) o meglio quest’ultima in realtà da suo papà Vito ( Enrica è più brava a mangiare che cucinare…parole sue, quindi non dovrebbe offedersi !!!) che ringrazio per averla condivisa con me.</div>
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<div>Io ed Enrica siamo caratterialmente diverse ma questo non ci ha impedito di entrare subito in sintonia appena ci siamo conosciute 5 anni fa. Lei è per me un Macaron ( non solo perché sono i suoi dolcetti preferiti), anzi tanti Macaron dai mille gusti, colori e sfumature. Questi deliziosi  pasticcini francesi sono costituiti da due &#8220;meringhe&#8221; che racchiudono un ripieno di crema. La parte esterna leggermente croccante è il suo lato solare, divertente, ironico e pungente qb, la sua anima instancabile, avventuriera, determinata. Il ripieno soffice e cremoso è invece la sua generosità e disponibilità&#8230;lei c&#8217;è sempre.</div>
<div>Buoni, colorati, alla moda.. i macaron creano dipendenza proprio come Enrica</div>
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<div>Adesso oltre alla focaccia mi toccherà farle i famosi dolcetti francesi che le ho promesso tante volte…</div>
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<div>Grazie Tommy!</div>
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		<title>TORTINE ALL&#8217;ARANCIA</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2015 09:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Angela Arena]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi inauguro una nuova rubrica, &#8220;Le vostre ricette&#8221; quelle cioè di amiche, conoscenti, parenti appassionate di cucina e pasticceria come me che vorranno condividere un piatto o un dolce per loro speciale. Testerò tutti i piatti per provarli in prima persona e darvi i miei consigli&#8230;  food lovers aspetto le vostre ricette! Questa settimana ho...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi inauguro una nuova rubrica, &#8220;Le vostre ricette&#8221; quelle cioè di amiche, conoscenti, parenti appassionate di cucina e pasticceria come me che vorranno condividere un piatto o un dolce per loro speciale. Testerò tutti i piatti per provarli in prima persona e darvi i miei consigli&#8230;  food lovers aspetto le vostre ricette! Questa settimana ho scelto come ingrediente da cui partire l&#8217;arancia. Adoro questo frutto, il delizioso profumo che sprigiona&#8230; e nella mia mente arancia=carnevale di <strong>Ivrea</strong>. Sento già nell&#8217;aria il profumo che invaderà le strade e i vicoli tra qualche settimana. La città infatti, si prepara al famoso Carnevale e alla tradizionale <strong>Battaglia delle Arance</strong>, metafora della lotta tra tirannia e popolo,un evento culturale che trasforma Ivrea la bella in un palcoscenico internazionale. Farò un post dedicato al <strong>Carnevale</strong> e ai piatti tipici che lo rappresentano ma i curiosi possono intanto consultare il sito ufficiale <a href="http://www.storicocarnevaleivrea.it/">www.storicocarnevaleivrea.it</a></p>
<p>La nuova ricetta delle Tortine all&#8217;arancia è arrivata da mia sorella Mari, bravissima ai fornelli, un ciclone in cucina. Lei è grado di organizzare e preparare una cena per 10 persone in qualche ora (io devo prepararmi almeno una settimana prima&#8230;). Mari è come questa torta, un pieno di vitamine ed energia: la sua parte dolce, rassicurante e generosa è il soffice pan di spagna profumato d&#8217;arancia, il suo lato creativo, vivace e sicuro è invece la crema dal gusto intenso e deciso. Volevo un dolce all&#8217;arancia ed eccolo qui!<br />
Grazie sister.</p>
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