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	<title>Una Briciola in Più  Blog di Ricette Dolci Torte Dessert Cucina di Angela Arena &#187; Altri piatti</title>
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	<description>Quel “qualcosa” in più, che trasforma un buon dolce in un dolce speciale...</description>
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		<title>Spaghetti con la &#8216;nduja</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Feb 2019 17:38:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La &#8216;nduja calabrese si è conquistata il suo &#8220;posto al sole&#8221;  ed è diventata un prodotto must per chi ama il piccante&#8230; qui bisogna andare con moderazione quindi astenersi palati delicati ! Nel mio frigo, da buona calabrese, non manca mai ed ogni tanto per assecondare la voglia di piccante mi concedo un piatto con...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La &#8216;nduja calabrese si è conquistata il suo &#8220;posto al sole&#8221;  ed è diventata un prodotto must per chi ama il piccante&#8230; qui bisogna andare con moderazione quindi astenersi palati delicati !</p>
<p>Nel mio frigo, da buona calabrese, non manca mai ed ogni tanto per assecondare la voglia di piccante mi concedo un piatto con la nduja.</p>
<p>La ricetta ideale per consumarla per me sono gli spaghetti con la nduja, una vera goduria&#8230; qui li propongo nella versione con la stracciatella per addolcire il sapore e renderlo quindi un piatto adatto (quasi) a tutti.</p>
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		<title>#destinazionemarche</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Aug 2017 15:21:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Angela Arena]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[10 giorni alla scoperta di questa terra e dei piatti tipici. Con questo obiettivo sono arrivata nelle marche quest’estate, devo ammettere con qualche pregiudizio iniziale sul mare e non proprio carica di entusiasmo. Avevo sempre pensato di visitare le marche ma magari per un week end lungo o in primavera, non avevo mai associato le...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>10 giorni alla scoperta di questa terra e dei piatti tipici. Con questo obiettivo sono arrivata nelle marche quest’estate, devo ammettere con qualche pregiudizio iniziale sul mare e non proprio carica di entusiasmo. Avevo sempre pensato di visitare le marche ma magari per un week end lungo o in primavera, non avevo mai associato le marche alle vacanze estive. Quest’anno mi sono lasciata convincere, #destinazionemarche.</p>
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<p>Non sono riuscita a vedere tutto quello che volevo, mi sono presa qualche giorno per oziare in spiaggia e leggere i miei nuovi libri, ma sono ripartita promettendomi che ci sarei tornata per continuare questo viaggio tra i borghi dell’entroterra che non ho visto. Vorrei rivivere questo viaggio attraverso i piatti che ho assaggiato molti una vera scoperta!</p>
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<p>Prima tappa Grottammare, dopo aver visitato la parte storica in alto tra i vicoletti e le tante terrazze panoramiche, ci siamo diretti sul lungomare allo <strong>Chalet Stella Marina</strong> per una cena a base di pesce naturalmente. “Il primo dello chef “ è il piatto forte, chitarrine verdi fatte a mano con frutti di mare, arriva a tavola direttamente la pentola ! il pesce è fresco e i posto semplice ma curato. Ho assaggiato anche il l semifreddo al gusto di fichi e pistacchio… ecco una delizia giusto per iniziare bene la vacanza !</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A <strong>San Benedetto del Tronto</strong>, che è stata la nostra base di viaggio, ho dovuto prenotare con largo anticipo <strong>Lelii,</strong> una trattoria lontana dal lungomare e dal centro ma consigliata dalla guida Gambero Rosso e Touring Club e che io ho deciso di provare. Buono il pesce, abbondanti i piatti meno male che alla fine è arrivato il <strong>caffe del marinaio</strong>, bevanda tradizionale e ottimo digestivo a base alcolica credo un mix di rhum e anice non ricordo bene cosa mi ha detto il proprietario ne avevo già bevuto due tazzine J</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mentre il navigatore puntava verso Ascoli Piceno, abbiamo fatto una tappa a <strong>Offida</strong>, la città del merletto a tombolo e scoprire questa antica arte che ancora oggi è un business e un’attrattiva per questo piccolo e affascinate borgo. Ascoli ospitava <strong>l<a href="http://www.ascoliva.it" target="_blank">’Ascoliva Festival</a></strong> e non potevo non assaggiare le vere <strong>olive ascolane</strong>… in realtà qui ho scoperto e assaggiato per la prima volta i <strong>cremini, </strong>una crema dolce ( la ricetta sembra sia quella della crema pasticcera con dosi di farina e zucchero invertite) che poi viene fatta rassodare e fritta, fa parte del fritto misto all’ascolana. In tema di fritto a San Benedetto segnalo <strong>Olio pesce fritto</strong>, dove i due giovani street chef dal loro minuscolo chioschetto friggono ininterrottamente per smaltire la coda che si forma la sera… il loro fritto merita oltre ai calamari ottimi ho assaggiato le olive di pesce e i fiori di zucca ripieni. Andare e tornare in bici ( sono vicino al porto) è stata una strategia per sentirmi meno in colpa dopo essermi rinfilzata di fritto. Sempre in tema di street food a San Benedetto girovaga <strong>l’Ape Scottadito</strong> di solito di fronte allo Chalet Miramare dove servono ottime olive all’ascolana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quando ci siamo spostati nella zona del Conero il mio cuore si è aperto alla vista dello spettacolo del mare, c’era da perdersi in tutto quel blu.</p>
<p>Io che non amo particolarmente le cozze non ho resistito alla tentazione di provare i moscioli di Portonovo, pranzo sulla spiaggia al ristorante <strong>Emilia </strong>con ottimi spaghetti<strong>. </strong>Il vero incontro ravvicinato con i moscioli però è avvenuto all&#8217;ora del tramonto quando i molluschi sono arrivati direttamente sulla spiaggia.</p>
<p>Ma le marche non sono solo pesce. La giornata a <strong>Recanati, </strong>iniziata con le visite culturali sulle tracce di Leopardi, il museo dell’immigrazione inaspettato, commovente e intenso che mi ha portato a fare tanti viaggi in un solo viaggio, la mostra temporanea di mirò si è conclusa a tavola nella <strong>trattoria Da Emilio</strong> ( consigliata da una cara amica di casa qui). Varcata la soglia di ingresso sembra di fare un salto negli anni 70 o meglio a casa della nonna con arredi spartani ma profumi che inondano di buono tutto l’ambiente. Nel menù piatti tradizionali dai <strong>Vincigrassi</strong> ( primo simile alle lasagne ) all’<strong>Amatriciana</strong> che è stata la mia scelta super azzeccata direi, dal pollo in potacchio al <strong>coniglio in porchetta</strong> che ho adorato e non solo io… neanche il tempo di fare la foto, il profumo era troppo invitante…</p>
<p>Meritano una segnalazione anche le <strong>lasagnette di mare</strong> del ristorante <strong>Spirito Libero di Senigallia </strong>anche qui menù di pesce con piatti ottimi come il baccalà, la pasta fatta in casa e dolci che erano una vera tentazione… ma sono riuscita a resistere.</p>
<p>Ecco tutti gli indirizzi:</p>
<p><strong>Grottammare</strong></p>
<p>Chalet Stella Marina</p>
<p>Viale Cristoforo Colombo, 16 63066</p>
<p>Tel. 0735 633610</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>San Benedetto del Tronto</strong></p>
<p>Lelii</p>
<p>Via Roma, 81 63039</p>
<p>Tel. 0735 587320</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Olio Pesce Fritto</p>
<p>Via Cristoforo Colombo, 87 63074</p>
<p>Tel. 329 3303761</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>ApeScottadito</p>
<p>Chalet Miramare</p>
<p>Via Nazario Sauro , 162</p>
<p>Tel 3921555548</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Recanati</strong></p>
<p>Da Emilio</p>
<p>Via Belvedere, 6 62019</p>
<p>Tel. 071 981281</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Portonovo</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Da Emilia</p>
<p>Baia di Portonovo 60129 Ancona</p>
<p>Tel 071 801109</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Senigallia</strong></p>
<p>Ristorante Spirito Libero</p>
<p>Lungomare G. Marconi, 25 60019</p>
<p>Tel. 071 659724</p>
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		<title>Orzo, gamberi e crema di ceci</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2016 22:13:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giornate frenetiche quelle prima di Natale, corse ai regali, aperitivi e cene per brindare con gli amici e qualche pasticcio in cucina per sperimentare ricette nuove da &#8220;propinare&#8221; durante i tanti pranzi o cene delle feste natalizie. Questa è una ricetta veloce ma molto buona, una soluzione originale per un aperitivo o come primo piatto....]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Giornate frenetiche quelle prima di Natale, corse ai regali, aperitivi e cene per brindare con gli amici e qualche pasticcio in cucina per sperimentare ricette nuove da &#8220;propinare&#8221; durante i tanti pranzi o cene delle feste natalizie.</p>
<p>Questa è una ricetta veloce ma molto buona, una soluzione originale per un aperitivo o come primo piatto.</p>
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		<title>CARLA LATINI la signora della pasta</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2016 16:40:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Angela Arena]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il telefono squilla, mi risponde una voce calda, carica di energia e in pochi minuti entro, in punta di piedi, nel mondo di Carla Latini. Siamo ad aprile e avevo contattato Carla per lavoro, da li a qualche giorno saremmo state coinvolte entrambe in un evento del fuorisalone del mobile di Milano. Io con uno dei miei  clienti, lei con la sua pasta. Pochi minuti al telefono hanno scatenato la mia curiosità&#8230; non vedevo l&#8217;ora di assaggiare la sua famosa pasta 600.27 e di scoprire qualcosa in più sulla &#8220;signora della pasta&#8221;.  Ebbene si &#8230;. si è conquistata da tutti questo titolo anche se, dopo averla conosciuta un po&#8217;,  devo dire che Carla è molto di più. Un vulcano di energia, passione, creatività che prende vita anche sul suo sito personale dove trova sempre le parole giuste per far viaggiare i suoi fan nel suo mondo fatto di grani, famiglia, amici, ricette, incontri, eventi.</p>
<p>Mangiare la sua pasta è, come lei stessa afferma, un percorso degustativo che inizia quando la pasta è ancora nella pentola. Ringrazio Carla perché nonostante questi sono giorni di grande paura per il terribile terremoto che ha colpito e che ogni giorno fa tremare la sua adorata terra, ha trovato il tempo di rispondere a queste domande e attraverso le sue risposte mi ha trasportata in un intenso viaggio che voglio condividere con tutti voi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>- Da 25 con le mani in pasta….. un’avventura che è diventata una “missione”. E’ nel tuo DNA la pasta?</strong></p>
<p>Pensa che da bambina la odiavo la pasta. Poi l’avvicinarmi alla vita di campagna, ai suoi ritmi, ai raccolti di grano all’inizio dell’estate mi ha fatto innamorare della natura e, insieme a mio marito, abbiamo scoperto il misterioso mondo dei grani duri. Così nel 1992 abbiamo prodotto la prima pasta, l’ho chiamata ‘in purezza’ solo di grano duro Senatore Cappelli. Da noi ri-seminato, siamo stati i primi nel 1991 a seminarlo e a farlo tornare in vita. Lui è nel mio DNA. Ma lo sono anche le altre varietà che coltiviamo. Perché la pasta non è solo acqua e farina ma racconta la storia della materia prima con cui è prodotta. Ovvio con il metodo classico italiano, trafile di bronzo ed essiccazione lenta a bassa temperatura.</p>
<p><strong>- 600.27 Due numeri, una sfida, una storia, una vita…. Tutto riparte da qui?</strong></p>
<p>A volte si arriva al capolinea e si riparte con un pulman più bello. Questi due numeri che ho scelto come marchio per la mia nuova pasta li ho trovati in un catalogo del 2010 in cui scrivevo che in 20 anni avevamo testato più di 600 varietà di grano duro italiano e prodotto più di 27 spaghetti diversi per materia prima e forma. Dal Senatore Cappelli al Taganrog passando per il Farro K09 e per il classico blend. Quando mi sono accorta che 60027 è il cap della mia città, Osimo, ho percepito che era un segno. Ora 60027 è prodotta con un blend di grani duri coltivati nelle Marche, in Umbria e in Puglia.</p>
<p><strong>- Oltre a produrre una pasta artigianale di alta qualità, la cucina è anche una passione? </strong></p>
<p>Ho avuto la fortuna di avere una Tata che era una grandissima cuoca. Univa il sapere dell’Abruzzo con contaminazioni venete. Ancora adesso applico spesso i suoi consigli preziosi. Poi, altra fortuna, il lavoro mi porta sempre a contato con grandi cuochi. Entro nelle cucine, apprendo e porto a casa. Cucinare per me è una valvola di sfogo seria. Così come scrivere. Mi diletto a scrivere quello che mi succede su <a href="http://carlalatini.com/" target="_blank">carlalatini.com</a>.<br />
E la mia tavola della domenica, quando sono a casa, è molto ambita.</p>
<p><strong>- I trucioli di Gualtiero Marchesi, una scommessa diventata un enorme successo. Lo sguardo oggi è proiettato a nuovi orizzonti? </strong></p>
<p>Più che una scommessa è stato un onore grande. Quando Gualtiero mi ha chiamata e mi ha spiegato il progetto sono partita per Milano il giorno dopo. A realizzare il formato, ispirato da Maurizio Riva il ‘falegname’ più famoso al mondo, è stato Carlo. Giorno dopo giorno parlottando con Marchesi in complicità. Devo dire che l’ho invidiato molto.<br />
Lo sguardo è sempre proiettato al futuro. Anzi devo placare le idee innovative di Carlo e metterle in fila per bene. Senza fretta.<br />
Da due anni stiamo seguendo un campo sperimentale con antichissime varietà ancora non ri-seminate. Vedremo che succederà.</p>
<p><strong>- Dove si trova a Milano la tua pasta? </strong></p>
<p>Nei migliori negozi della città. Te ne dico uno: Salumeria Campagnoli in c.so Vercelli. Scelgo lui Vittorio Campagnoli perché credette in me 25 anni e ha ri-creduto in me un anno fa.</p>
<p><strong>- La tua ricetta per esaltare il sapore della pasta…</strong></p>
<p>Ce ne sono tante ma quella che preferisco ha un percorso degustativo da seguire, vieni con me:<br />
Mentre la pasta bolle in acqua chiudi con il coperchio e riapri facendoti inondare dal profumo. Una grande pasta ha il profumo della mollica di pane calda. Scolata al dente (ognuno ha il suo al dente ma bisogna sempre rispettare i tempi di cottura!), va assaggiata senza condimento. In bocca la consistenza è forte e il sapore persistente. Poi va condita con un giro di olio extra vergine, il tuo preferito, io scelgo Marche, Umbria e Salento, mescolata piano e riassaggiata. L’olio è un grande catturatore di sapori e profumi. Non l’ho detto io ma Gino Veronelli. La pasta ne sarà esaltata. Per finire grattugio del formaggio stagionato. Scegli quello che vuoi. Riassaggia. È un piatto semplicissimo ma un grande piatto. Consiglio sempre un assaggio anche dopo un’ora. Sarà fredda ma avrà mantenuto la sua consistenza e ‘fermato’ la cottura al dente ed il sapore. Il formato che preferisco per questa ricetta sono i miei spaghetti, quelli grandi. Cottura 13 minuti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tentacolo di polpo Bruno Tassone</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2016 08:10:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Angela Arena]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Calabria nel cuore e  in ogni piatto&#8230; 25 anni, calabrese, chef del ristorante San Domenico a Pizzo (VV). Lui è il giovanissimo Bruno Tassone che da qualche anno ha preso in mano la cucina del ristorante di famiglia con un obiettivo: trasmette i sapori, gli aromi, le emozioni della Calabria nei suoi piatti. La...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Calabria nel cuore e  in ogni piatto&#8230;</strong></p>
<p>25 anni, calabrese, chef del ristorante San Domenico a Pizzo (VV). Lui è il giovanissimo Bruno Tassone che da qualche anno ha preso in mano la cucina del ristorante di famiglia con un obiettivo: trasmette i sapori, gli aromi, le emozioni della Calabria nei suoi piatti. La materia prima di alta qualità è la base irrinunciabile in ogni sua creazione che, mescolata ad un pizzico di creatività e a semplicità qb ( fondamentale per far esaltare ogni ingrediente utilizzato) rende ogni suo piatto un viaggio alla scoperta del territorio…</p>
<p>Bruno, insieme ad altri 7 giovani talentuosi chef calabresi, fa parte del progetto <a href="http://www.cookingsoon.net" target="_blank">COOKING SOON</a> che nasce per far conoscere la cucina calabrese e le eccellenze enogastronomiche del territorio. Una “squadra” affiatata, una scommessa, un esempio concreto di come anche in Calabria si può guardare al futuro con il sorriso perché con la passione, l’unione, il lavoro e il talento tutto è possibile.</p>
<p>Io faccio il tifo per Bruno, i suoi colleghi e per la nostra terra.</p>
<p>Se siete curiosi di conoscere Bruno leggete la sua intervista e poi tutti a Pizzo per scoprire questo meraviglioso borgo arroccato sul mare e naturalmente per provare i suoi piatti.</p>
<p><strong>La prima volta ai fornelli che piatto hai preparato?</strong></p>
<p>Avevo 16 anni… lo ricordo bene, era una domenica e per il classico pranzo domenicale mi sono cimentato nella preparazione delle tagliatelle con il ragù di vitello. Ho iniziato mettendo subito le mani in pasta…</p>
<p><strong>- chi è il tuo punto di riferimento in cucina?</strong></p>
<p>Mi piace molto la Chef Viviana Varese e lo stile di Antonio Cannavacciuolo</p>
<p><strong>- il piatto che più ti rappresenta?</strong></p>
<p>Il Risotto con polpa di ricci di mare, asparagi e liquirizia calabrese, un piatto dai sapori intensi ma equilibrato, creato per esaltare ogni singolo ingrediente utilizzato nel massimo rispetto delle materie prime, che è un punto fondamentale per me.</p>
<p><strong>- quante ore passi in cucina?</strong></p>
<p>Le ore trascorse in cucina possono essere davvero molte ma a volte mi sembrano niente, perché in cucina si vive di emozioni e curiosità, giorno dopo giorno, dove ogni giorno sarà sempre il grande giorno.</p>
<p><strong>c’è un ingrediente a cui non potresti rinunciare?</strong><strong> </strong></p>
<p>Ci sono molti ingredienti che adoro, nella mia cucina non possono mai mancare le erbette aromatiche. In generale utilizzo prodotti del territorio, magari ispirandomi a dei “classici” piatti che reinterpreto con le nostre specialità.</p>
<p><strong>la Calabria, un terra con un potenziale di sviluppo turistico altissimo ma anche terra difficile… com’è il tuo rapporto con il territorio? </strong></p>
<p>La cultura gastronomica è ancora bassa da noi, anche se credo che questa sia una pecca presente in diverse Regioni d&#8217;Italia. Noi calabresi vorremmo mangiare fuori, mangiare tanto e spendere poco. I problemi sono anche strutturali, certo, ma abbiamo in primis una cultura del cibo sbagliata. Noi chef abbiamo il dovere di aiutare il cliente a diventare più consapevole del buon cibo; è un lavoro da fare piano piano, serve tempo e pazienza. Un menù degustazione ad esempio deve, secondo me, guidare il cliente verso i diversi sapori, devono essere presenti quindi piatti “ragionati” pensando ad un percorso da far vivere al cliente attraverso il cibo. Devi anche capire però chi hai davanti, se si tratta di una coppia che viene nel tuo ristorante per l&#8217;anniversario perché desidera una location rinomata o il cliente che ricerca l’emozione in un buon piatto. Insomma, devi essere anche un po’ psicologo. Sono contento dei passi in avanti che noi abbiamo fatto al San Domenico; tre anni fa la nostra cucina era molto più semplice, più “calabrese”, in questi anni siamo cresciuti e con noi alcuni nostri clienti storici. Certo qualcuno lo abbiamo perso ma non bisogna scoraggiarsi e guardare avanti con ottimismo, fiducia e tanta passione.</p>
<p><strong>Nel futuro&#8230; Ci sarà la Calabria? </strong></p>
<p>Certamente si, lo dico ad alta voce e con tanto orgoglio per la mia terra. La Calabria ha tanto da offrire, purtroppo è ancora poco valorizzata sia a livello turistico sia per il vasto patrimonio enogastronomico presente con tanti prodotti tipici ancora poco conosciuti. Negli ultimi anni però qualcosa sta cambiando…si respira fermento nell’aria e voglia di cambiamento.</p>
<p>Un processo verso il cambiamento nato con un progetto innovativo che da due anni vede protagonisti insieme a me altri 7 giovani chef under 30. COOKING SOON è l’iniziativa che ci lega, che ci ha portato a “fare rete”, a costruire sinergie con un obiettivo comune “valorizzare il nostro territorio partendo dalle sue eccellenze e prodotti tipici “. L’idea è nata da Giovanni Gagliardi di <a href="http://www.vinocalabrese.it" target="_blank">vinocalabrese.it</a> e dalla giornalista Manuela Laiacona, che ci hanno fatto capire quanto è importante lavorare in squadra, andare nella stessa direzione per promuovere i produttori e chi lavora bene in Calabria. Tra di noi non c’è competizione, ma rispetto reciproco, entusiasmo condiviso, amicizia e amore per la cucina…sono questi gli ingredienti che vogliamo utilizzare per raccontare, attraverso i nostri piatti, la nostra terra. Siamo pronti ad incoraggiarci e sostenerci l’un l’altro perché la forza della nostra unione sta proprio in questo, un legame sincero, noi ci crediamo veramente in quello che facciamo. Questo è l’inizio…. La Calabria ha bisogno anche di noi.</p>
<p>Io voglio contribuire a creare una Calabria migliore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bruno Tassone</p>
<p>Ristorante San Domenico</p>
<p>Via Colapesce , 2</p>
<p>89812 Pizzo (VV)</p>
<p>tel.  327 597 1692</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Riso di sibari &#8211; Luigi Ferraro Chef</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2016 15:37:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Angela Arena]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>“La cucina non è semplicemente il luogo in cui si prepara del cibo, è uno spazio culturale ideale, dove creare e sperimentare, dove viaggiare e far viaggiare l’immaginazione e liberare la creatività” &#8211; </em><em>Chef Luigi Ferraro</em></p>
<p>Non è solo l’immaginazione a viaggiare. La sua valigia è sempre pronta, piena di eccellenze enogastronomiche calabresi (la terra da dove tutto ha avuto inizio) che lo accompagnano in qualunque parte del mondo la sua passione lo fa approdare. E’ di strada ne ha già fatta… Sharm el Sheik, Stoccarda, Bangkok, Londra, Parigi, George Town, San Pietroburgo, New York, Mosca per arrivare in India, dove da gennaio 2016 è lo chef italiano del<em> “Sorrento Ristorante”, </em>che si trova all’interno del lussuoso<em> Shangri-La Eros Hotel di New Delhi.</em></p>
<p>Una sfida dopo l’altra per scoprire il mondo senza mai dimenticare però le proprie origini… proprio per questo motivo è stato nominato Ambassador ufficiale della cucina calabrese nel mondo, a cui ha anche dedicato il libro &#8220;Calabria in tutti i sensi&#8221;. Un vulcano di idee, dallo sguardo profondo e dall’animo romantico, che porta nel cuore, ovunque si trova, i pranzi della domenica che gli preparavano la mamma e della nonna, quando da bambino le osservava con curiosità trafficare ai fornelli, sono loro, infatti, che gli hanno trasmesso fin da piccolo questa passione.</p>
<p>Nei suoi piatti non mancano mai il Bergamotto di Reggio Calabria, la liquirizia DOP di Calabria, il riso di Sibari, la cipolla rossa di Tropea IGP sono per citare alcuni prodotti…. ingredienti protagonisti della sua ricetta <em>Riso di Sibari, datterini, bergamotto di Reggio Calabria e frutti di mare, </em>che ringrazio di aver condiviso.</p>
<p>Lui è Luigi Ferraro (<a href="http://www.luigiferrarochef.com/portal/" target="_blank">www.luigiferrarochef.com</a>) , Chef sempre “in movimento” che dall’India mi racconta un po’ della sua cucina e il suo sogno nel cassetto….</p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>- La cucina, una folgorazione o un amore nato nel tempo?</strong></p>
<p>Un amore innato. Una passione che cresceva giorno dopo giorno sin da quando ero bambino. La cucina era un luogo di scoperta sicura per me. Vedere mia madre cucinare e curiosare per cercare di scoprire quali ingredienti usava, come girava o impastava era troppo entusiasmante per me.</p>
<p><strong>- Dalla Calabria a New Delhi passando da Parigi, Londra, Mosca… culture e cucine diverse, tutte queste esperienze come si concretizzano nei tuoi piatti?</strong></p>
<p>Ogni mio piatto è una fusione delle cucine e delle culture culinare che ho scoperto e studiato nell&#8217;arco degli anni, viaggiando sia per lavoro che per piacere. Ogni mio piatto ricorda e riporta di base la mia cultura culinaria natia, italiana o calabrese, mischiata  poi elegantemente a sapori di altre culture culinarie, che può essere una spezia, un ingrediente fresco, una marinatura o altro, qualcosa dunque riporta sempre anche il sapore o il profumo di una terra lontana!</p>
<p><strong>-  La tua cucina in due parole?</strong></p>
<p>Creatività e semplicità</p>
<p><strong>-  Tutto nasce in Calabria e alla tua terra hai dedicato anche un libro, com’ è nata questa avventura?</strong></p>
<p>Ho iniziato a lavorare da piccolo all&#8217;età di 15 anni, più di vent&#8217;anni fa ormai quindi, e tutto ha avuto inizio in Calabria nell&#8217;anno 1995 quando mi iscrissi all&#8217;Istituto alberghiero di Castrovillari. Ho amato il mio lavoro dal primo giorno che sono entrato in cucina, ma devo dire che già da prima ero molto preso; adoravo osservare la domenica mia madre e mia nonna ai fornelli, perché in Calabria la domenica è grande festa, si preparano la pasta fatta in casa e tante altre prelibatezze, o per lo meno era così quando ero io bambino.  Amo la mia terra, ma ho deciso di vivere fuori e di confrontarmi con altre realtà e persone in altre nazioni in giro per il mondo perchè la voglia di scoprire e rinnovare me stesso e la mia cucina è troppo forte, forse un giorno rientrerò in Calabria ma per il momento sono in India e dopo l&#8217;India ci sarà sicuramente una nuova nazione in cui vorrò scoprire altro ancora. Comunque in ogni posto porto con me sempre la Calabria, nella mia cucina non possono mancare i prodotti calabresi! Si, è vero ho dedicato un libro alla mia terra, &#8220;Calabria in tutti i sensi&#8221;, un libro che parla non solo di cucina e di prodotti come  vino e olio ma anche di turismo, storia, paesi, un omaggio insomma ad una terra meravigliosa. Ho voluto fare questo libro diverso nel suo genere, non solo dunque di ricette, per far conoscere la Calabria nel mondo partendo dalle sue eccellenze gastronomiche e attraverso queste far conoscere narrando le mie esperienze e viaggi, la terra meravigliosa che pochi conoscono. E&#8217; stato proprio durante i miei viaggi di lavoro che ho capito che la Calabria è poco conosciuta all&#8217;estero e da allora ho iniziato a lavorare a questo progetto. Oggi posso dire di essere abbastanza soddisfatto perchè quando porto il mio libro in giro per il mondo e faccio conoscere le eccellenze di Calabria attraverso la mia cucina, che non è una cucina tipica ma una cucina fatta con prodotti tipici, la gente ha anche la possibilità di acquistare qualcosa che mostra la &#8220;semplicità&#8221; di quelle ricette e racconti allo stesso tempo le bellezze delle loro origini.</p>
<p><strong>-Sei un’Ambassador della cucina calabrese nel mondo… quali sono i prodotti tipici del territorio a cui non potresti rinunciare nei tuoi piatti anche all’estero?</strong></p>
<p>Sono onorato di questa nomina che ho ricevuto ufficialmente dalla Regione Calabria; la mia missione, il mio lavoro in giro per il mondo è quello di far conoscere il più possibile la Calabria e nel mio piccolo cerco di farlo attraverso la mia cucina. Naturalmente nella mia valigia ci sono sempre delle eccellenze di Calabria, purtroppo non dovrei viaggiare con una valigia ma con un conteiner visto il grande patrimonio enogastronomico che ha la Calabria. Nella mia cucina ci sono alcuni prodotti che non devono mai mancare e che porto con me ovunque, come ad esempio il bergamotto di Reggio Calabria, tra l&#8217;altro sono stato nominato dal Presidente Vittorio Caminiti  dell&#8217;Accademia del bergamotto &#8220;Ambasciatore nel mondo del bergamotto&#8221;; anche il peperoncino di Calabria, sono stato nominato dal Presidente Enzo Monaco dell&#8217;Accademia del peperoncino anche &#8220;Ambasciatore nel mondo del peperoncino&#8221;; la liquirizia DOP di Calabria, il riso di Sibari, la cipolla rossa di Tropea IGP, le lenticchie di Mormanno, la &#8216;nduja di Spilinga, il pecorino crotonese DOP, la patata della Sila IGP, questi sono solo alcuni deli ingredienti base della mia cucina. Poichè, ripeto, in ogni mio piatto cerco sempre di mettere un ingrediente calabrese, perché è proprio attraverso un piatto, attraverso un ingrediente che si può far conoscere un territorio, soprattutto all&#8217;estero.</p>
<p><strong>- e in futuro?  dove ti vedresti tra 10 anni?</strong></p>
<p>Dopo l&#8217;India sicuramente ci sarà un&#8217; altra esperienza, probabilmente rimarrò, anzi rimarremo in Asia. Devo dire grazie a mia moglie Ivana e mia figlia Dafne, visto che loro hanno deciso di seguirmi e di stare vicino a me anche nelle mie scelte lavorative. Sicuramente tra 10 anni mi piacerebbe avere un mio piccolo ristorante, il mio sogno è quello di aprire un ristorante a New York, forse un giorno si avvererà&#8230;chissà&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In bocca al lupo Chef!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>ORZO, VERDURE E PIATTELLA</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2016 14:05:44 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Storia di un fagiolo sbarcato nello spazio….</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Era il 2014 e fervevano i preparativi per l’imminente sbarco nello spazio della missione Futura, gli occhi di tutto il mondo erano puntati su Astro Samantha, prima astronauta donna italiana a soggiornare 6 mesi nella stazione spaziale internazionale. In tutto il Piemonte invece, l’attenzione era per lei, la Piattella canavesana che da Cortereggio, piccola frazione di San Giorgio, sarebbe partita alla conquista del cosmo proprio all’interno del menù di Samantha Cristoforetti. I nutrizionisti della Space food lab di Argotec, azienda ingegneristica torinese, hanno infatti selezionato la Piattella proprio per le sue importanti proprietà nutritive.</p>
<p>Questo piccolo fagiolo bianco è un presidio Slow Food ed è coltivato solo in questo territorio, una produzione limitata che ha dato vita all’Associazione produttori Piattella Canavese di Cortereggio proprio per tutelare la coltivazione. Come tutte le cose preziose, questo fagiolo è molto delicato per questo motivo, secondo una tradizione secolare, viene seminato nei campi di mais e cresce arrampicandosi sulla pianta di mais che la protegge dal sole. Il fagiolo quindi riceve dal mais l’ombra di cui ha bisogno per sopravvivere e in cambio cede al terreno azoto che aiuta invece il granturco. La sua buccia sottilissima è quasi impercettibile proprio per questo ha un sapore delicato. Non serve l’ammollo ma per dare il meglio di sé va cotta in una pentola di coccio a fiamma bassa per circa 5 ore… Nella cucina tradizionale nel canavese viene cotta insieme alle cotenne del maiale ma può essere usata per zuppe, minestre e se l’associazione ha sperimentato anche il gelato alla piattella io mi sono indirizzata per un piatto più classico… un piatto unico da mangiare tiepido ma chissà in futuro se assaggerò anche una versione dolce…</p>
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		<title>FRITTATA VEG CECI E ZUCCHINE</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Apr 2016 15:19:31 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi avevo voglia di sperimentare qualcosa di nuovo e ho deciso di partire dalla farina di ceci che avevo in dispensa già da un po&#8217;. Ho visto in rete che il connubio ceci e zucchine andava per la maggiore e visto che mi ritrovavo tutti gli ingredienti ( ne servono davvero pochi) non mi rimaneva che mettermi ai fornelli. Una ricetta davvero facile e veloce per portare a tavola un piatto diverso e nutriente.</p>
<p>Quando faccio esperimenti il pranzo o la cena diventano un&#8217;incognita non sempre il risultato è quello desiderato&#8230;. di solito tengo pronta ancora una seconda ipotesi giusto per non rischiare il digiuno! Oggi però ho trovato una buona combinazione visto che la frittata è sparita in pochi minuti ma ho già in mente nuovi sapori da mixare&#8230;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>ORZOTTO BROCCOLI E NOCI</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2016 17:00:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’apertura che porta al cambiamento. Troppo spesso si rimane chiusi ed ancorati sulle proprie convinzioni, sulle situazioni conosciute e per questo rassicuranti solo per paura del “nuovo”, l&#8217;inquietudine che un elemento di novità possa alterare un equilibrio consolidato e ci si chiede perché rischiare? Si può scegliere di rimanere nel dolce territorio noto  per un...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’apertura che porta al cambiamento.</em></p>
<p>Troppo spesso si rimane chiusi ed ancorati sulle proprie convinzioni, sulle situazioni conosciute e per questo rassicuranti solo per paura del “nuovo”, l&#8217;inquietudine che un elemento di novità possa alterare un equilibrio consolidato e ci si chiede perché rischiare?</p>
<p>Si può scegliere di rimanere nel dolce territorio noto  per un pregiudizio o preconcetto verso qualcosa o qualcuno oppure semplicemente senza un reale motivo, non si sente l&#8217;esigenza di provare qualcosa di diverso. Poi un giorno scoppia una scintilla, nasce un desiderio, siamo pronti ad aprire la porta dietro la quale abbiamo tenuto al sicuro il nostro orticello di esperienze, relazioni, sfide vinte e perse e siamo pronti ad impugnare la maniglia e a far entrare aria ed energia nuova nella nostra vita.</p>
<p>L’apertura può portare anche ad esplorare nuovi gusti e a rimanere stupiti per le innumerevoli possibilità che si aprono davanti a noi. In fatto di “gusto” io ho imparato ad apprezzare realmente il cibo e a cercare nuovi sapori solo in età adulta, da piccola a tavola ero un incubo per la mia mamma&#8230;  ad esempio mi sono sempre rifiutata  di mangiare i broccoli perché non sopportavo il loro odore durante la cottura. Per un giorno di qualche anno fa è nato un amore tra me e i broccoli e molti altri prodotti che ho sempre snobbato… adesso assaggio (quasi) tutto e soprattutto quando viaggio in Italia o all’estero adoro scoprire sapori e combinazioni nuove.</p>
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		<title>PANCAKE SENZA BURRO</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2015 17:10:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Determinata, sensibile, rigida, concreta, generosa. La donna capricorno subisce l&#8217;influenza di Saturno che impone tempi lunghi, non promette la via facile e non regala successi folgoranti, se non a prezzo di costanti fatiche. Cerca sicurezza e stabilità, come tutti i segni di Terra, nelle realizzazioni concrete; spesso diffidenti e molto critici, sono estremamente selettivi e...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><em>&#8220;Determinata, sensibile, rigida, concreta, generosa. La donna capricorno subisce l&#8217;influenza di Saturno che impone tempi lunghi, non promette la via facile e non regala successi folgoranti, se non a prezzo di costanti fatiche. Cerca sicurezza e stabilità, come tutti i segni di Terra, nelle realizzazioni concrete; spesso diffidenti e molto critici, sono estremamente selettivi e di rado tradiscono ansie o emozioni&#8230;&#8221;</em></p>
<p align="JUSTIFY">ecco mi fermo qui perché se tutte le caratteristiche del capricorno mi rispecchiano, sulla capacità di mascherare le emozioni ho un gran lavoro da fare. Sono proprio uno specchio, i miei occhi non sanno mentire e tantomeno nascondere gli stati d&#8217;animo che diventa   davvero complicato quando perdo la pazienza. Potrei iniziare con un corso di yoga  o come l&#8217;istinto mi direbbe di agire potrei allontanare le persone e cose &#8220;negative&#8221; che transitano sul mio cammino e che (altra dote del mio segno suppongo)  individuo subito.</p>
<p align="JUSTIFY">Self-control, sorridi, inspira, espira&#8230; a volte dei capitoli vanno proprio chiusi. Oggi ho deciso, guardo oltre perché è inutile accanirsi  se non ci sono speranze di cambiamento.  La tensione si sta già allentando.</p>
<p align="JUSTIFY">Mettersi ai fornelli è sempre un buon rimedio per scaricare la negatività e trovare una soluzione&#8230; mentre preparo i pancake i miei pensieri sono già oltre e sorrido di nuovo ma stavolta non solo con gli occhi anche con la testa e il cuore.</p>
<p align="JUSTIFY">Ecco la ricetta per una colazione super energetica, a volte serve proprio!</p>
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